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La coniglietta che voleva ascoltare

Elisa aveva una caratteristica tutta sua: aveva sviluppato un grande senso dell’udito.

Udiva i rumori degli altri animali e differenziava pertanto le varie specie. Percepiva tutti i suoni della natura, anche quelli lontanissimi o con bassissima intensità. Era così tanto brava nella sua abilità che divenne una gran curiosona: udiva le chiacchierate tra le tane, gli squittii dei topolini, il grugnito dei maiali, il frinire dei grilli, il raglio dell’asino, il cinguettare del passero ed il pigolare del pulcino. Grazie alle grandi capacità uditive che possedeva, sapeva della vita di tutti gli animali che si trovavano nel prato. Le storie più curiose e buffe le raccontava all’amichetta Loretta, anch’essa chiacchierona. Giuseppe era preoccupato della abilità della sorella perché ascoltare troppo non era un gran bene! Tra l’altro Elisa ascoltava solo quando lo desiderava. Per esempio, quando Giovanna la richiamava lei scappava e quando Luca la sgridava lei si infuriava e non lo ascoltava! La coniglietta, insieme a Loretta, un giorno volle aiutare una piccola capretta che aveva litigato con la sua cuginetta. Si intromisero, parlando, tra la capretta e la cuginetta ma ottennero ben poco perché non udivano realmente le due caprette; erano distratte dallo scrocchio del ramo di un albero, dal fruscio delle foglie, dall’ondulare di un alberello a causa del venticello… Senza ascoltare bene il dialogo tra le caprette provarono ad aiutarle ma non riuscirono ad ottenere niente, se non un litigio ancora più forte tra le cuginette. Qualche giorno dopo sentirono due rane gracidare nervosamente; Elisa e la sua amichetta si avvicinarono ma non aiutarono i due anfibi perché si fecero distrarre dal ronzio delle zanzare, dal rumore di altre rane che si tuffarono in acqua, ecc… Filippo, il saggio rospo, notò l’errore delle due conigliette e diede loro un consiglio: <<Care amichette, non serve a niente sentire le storie degli altri animaletti se voi non ascoltate veramente ciò che trasmettono con le loro parole. C’è infatti una grande differenza tra sentire e ascoltare. Per sentire è sufficiente il nostro udito, mentre per ascoltare bisogna aprire il nostro cuore agli altri>>.

Estratto dal libro "Le storie del maestro Mauro"