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Il bambino spinoso

Era un bambino solitario, si preoccupava per tante cose ed era un po’ “spinoso”, in quanto faceva fatica a socializzare.

La lontananza dalla Cina, dove aveva lasciato tanti amici, lo aveva reso sempre più infelice e chiuso in sé stesso. La sua solitudine lo indusse a scegliere una pianta del bosco che lo rispecchiava, l’agrifoglio. Con una forbice tagliò dall’albero un ramo con tante spine, foglie seghettate e bacche rosse piene di sostanze tossiche per l’essere umano. Lio era fiero di questo ramo, lo portava persino a scuola e con questo minacciava di pungere qualsiasi bambino che si avvicinava molto a lui. Era l’inizio del mese di Dicembre e i suoi compagni di classe erano felici perché si avvicinava il Natale. Da qualche giorno gli alunni della scuola avevano iniziato a cantare con gioia le canzoni natalizie; solo Lio si rifiutava di cantarle. Anche in città si respirava aria natalizia, Lio la vedeva addobbata di insegne luminose, lucine sugli alberi, vetri decorati, immagini di Babbo Natale ovunque. Quando tornava a casa si accorgeva che anche i suoi genitori si stavano appassionando al Natale ed avevano comprato un albero da riempire di palle natalizie. Lio era in continua lotta interiore, da un lato voleva rimanere “spinoso” con il suo agrifoglio allontanandosi da tutti, da un altro lato gli piaceva farsi inebriare dallo spirito natalizio. Con il passare dei giorni aumentava la guerra interiore nel bambino cinese.

Estratto dal libro "Il maestro Mauro legge"